Dalla sua introduzione, la “Città 30” di Bologna si era affermata come un simbolo di mobilità urbana più sicura e sostenibile. Ma a gennaio 2026 è arrivato un colpo di scena: il Tribunale amministrativo regionale (TAR) ha annullato il provvedimento.
Si tratta di un ritorno al passato? Oppure di una fase di transizione? Facciamo chiarezza.
Introdotta nel 2024, la “Città 30” si basava su un principio semplice: limitare la velocità a 30 km/h nella maggior parte delle strade urbane, ad eccezione delle principali arterie.
L’obiettivo era chiaro:
E i primi risultati sembravano confermarlo. Meno incidenti, meno feriti e una diminuzione significativa degli incidenti gravi. Dati che hanno alimentato il dibattito, non solo a Bologna ma in tutta Italia.
La decisione del TAR, arrivata all’inizio del 2026, non mette in discussione il principio del limite a 30 km/h. Piuttosto, riguarda il modo in cui è stato applicato.
Due tassisti, all’origine del ricorso, hanno evidenziato un punto fondamentale: la mancanza di motivazioni specifiche per ogni strada.
Secondo il tribunale, una limitazione generalizzata non può essere introdotta senza:
In sintesi: la misura non è sbagliata, ma deve essere giustificata in modo più preciso.
È la domanda più importante: bisogna modificare subito il proprio modo di guidare?
La realtà è più sfumata rispetto a un semplice ritorno al limite dei 50 km/h.
Ecco cosa sapere:
In pratica, è fondamentale prestare ancora più attenzione alla segnaletica. Le abitudini adottate negli ultimi mesi potrebbero non essere più valide ovunque.
In questo contesto, avere informazioni aggiornate e affidabili sui limiti di velocità è un vantaggio concreto per guidare in sicurezza.
Per anticipare i cambiamenti dei limiti di velocità e guidare in tutta tranquillità, l’App Coyote ti accompagna ogni giorno.
Dal Comune di Bologna il messaggio è chiaro: la strategia della “Città 30” non sarà abbandonata.
L’obiettivo ora è:
Non si tratta quindi di un passo indietro, ma piuttosto di un adeguamento.
In un contesto in cui la sicurezza stradale resta una priorità, è probabile che il limite dei 30 km/h continui a diffondersi nei centri urbani italiani.
Al di là del caso specifico, questa decisione riapre un dibattito più ampio sulla mobilità urbana.
Da una parte:
Dall’altra:
Bologna diventa così un caso emblematico. Le decisioni prese qui potrebbero influenzare altre città italiane, e non solo.
L’annullamento della “Città 30” non significa la fine del limite a 30 km/h. Evidenzia piuttosto una necessità: adottare misure ben strutturate, efficaci e giuridicamente solide.
Per gli automobilisti, questo si traduce in un principio semplice:
restare sempre attenti ai cambiamenti e adattare la guida alle condizioni reali.
Perché sulla strada, ogni dettaglio fa la differenza.
Trova tanti altri consigli sul mondo dell’auto nel blog di Coyote!