Autovelox mobili, adesso occorre la revisione periodica per essere legittimi

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L’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità è irregolare se l’apparecchio non è stato revisionato. Gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, devono essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche.

Si cambia rotta. Gli autovelox mobili non sottoposti a controlli di taratura sono irregolari, a differenza di quanto sostenuto fino a oggi. A chiarirlo è la Corte Costituzionale. “I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale – spiega la sentenza n. 113/2015 – Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole”. Il richiamo è al principio di ragionevolezza.

In passato. La Corte Costituzionale sana così una delle anomalie più clamorose sulla disciplina degli autovelox, ovvero la non obbligatorietà della verifica periodica di taratura per gli strumenti mobili, prevista, invece, per le apparecchiature fisse (quelle installate stabilmente a bordo strada che funzionano in automatico). La Consulta ha sconfessato anche la stessa Corte di Cassazione, secondo la quale “in tema di sanzioni amministrative per violazione al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall’art. 142 del Codice della Strada, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura”, aveva stabilito qualche anno fa.

Conseguenze. La sentenza della Corte Costituzionale sancisce l’incostituzionalità dell’articolo 45 (comma 6) del Codice della strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Si apre così la strada a una miriade di ricorsi per tutti quei verbali non ancora pagati e che rientrino nei termini di presentazione del ricorso (o per i quali sia ancora pendente un’opposizione).

Battaglie legali. Il Codacons affila le armi. “E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale”.
In arrivo una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. “Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8.000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’attestazione riportante la data dell’ultima taratura degli apparecchi, pena l’impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti”, conclude il presidente del Codacons. Secondo Federconsumatori, in precedenza la normativa, “non prevedendo che tutte le apparecchiature siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, offriva la possibilità agli enti locali di spillare milioni di euro dalle tasche degli automobilisti, con la tecnica degli agguati senza offrire scampo come accadeva nel far west con i pistoleri che davano l’assalto alla diligenza, con l’esclusiva finalità di fare cassa, rimpinguare i bilanci dei comuni ai quali sono stati tagliate risorse e trasferimenti”. Ora la sentenza della Corte Costituzionale ristabilisce il diritto e i principi di costituzionalità. Da oggi tutti gli apparecchi, sia fissi sia mobili, devono essere sottoposti a verifica.

Vincenzo Bonanno

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