Barometro Guida Responsabile 2022: che cosa dice la ricerca?

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Barometro Guida Responsabile 2022

Quanto siamo responsabili quando ci mettiamo al volante? È un dato di fatto: se tutti alzassero al massimo il livello di responsabilità alla guida, il numero di sinistri si ridurrebbe fino a quasi allo zero. Resterebbero solo gli incidenti causati da eventi del tutto imprevedibili, come per esempio quelli dovuti alla caduta di massi, o simili. Come sappiamo però il numero degli incidenti rimane altissimo. Nel 2021 si sono contati 1.238 incidenti mortali con 1.312 vittime. Questo a fronte di ben 1.662.540 contestazioni effettuate dalla Polstrada per delle infrazioni al Codice della Strada. Resta da domandarsi se noi automobilisti siamo consapevoli dei rischi che corriamo – di cui spesso siamo responsabili – quando siamo in strada. Ha provato a dare una risposta a questa domanda la nuova edizione del Barometro della Guida Responsabile realizzato da IPSOS.

Il Barometro della Guida Responsabile

Quella del 2022 è la 12° edizione del Barometro della Guida Responsabile, pubblicato dalla Fondazione Vinci Autoroutes e realizzato da Ipsos. Si tratta di uno studio effettuato su un campione molto largo, che conta in tutto 12.400 persone in 11 diversi paesi europei. Quella che ne risulta è una panoramica completa e interessante dei comportamenti tenuti dagli automobilisti, nonché delle loro sensazioni e convinzioni. Le domande dello studio sono state indirizzate principalmente a sondare l’attenzione alla guida, l’uso del cellulare al volante nonché l’utilizzo dell’auto in momenti di stanchezza.

L’uso del cellulare alla guida: un pericolo riconosciuto, ma molto comune

Va detto che il livello di responsabilità degli automobilisti europei non sembra essere basso per via di ignoranza. E non sembra nemmeno di avere a che fare con persone che sottovalutano un pericolo. Si pensi per esempio alla disattenzione. I conducenti intervistati da IPSOS sembrano consapevoli di quanto sia pericolo distarsi al volante. Il 65% di loro indica proprio la distrazione come una tra le cause principali di incidenti mortali sulle strade in generale; per il 48% è tra le principali cause di sinistri fatali anche in autostrada. Ciononostante, l’82% degli intervistati ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per oltre 2 secondi. Questo potrebbe sembrare un lasso di tempo brevissimo, ma va detto che in autostrada, guidando a 130 chilometri orari, equivale a percorrere più di 70 metri al buio, come se si tenessero gli occhi chiusi.

Non stupisce quindi che il 16% degli europei abbia ammesso di aver già avuto o di aver già rischiato di avere un incidente proprio a causa dell’uso del cellulare alla guida. Guardando al solo campione di italiani, il 70% dichiara di telefonare al volante, azione che per il 42% degli intervistati non è eccezionale, quanto invece regolare. Va detto che nel 2018 solamente il 65% degli italiani dichiarava di usare il telefono al volante. Questo è particolarmente grave, anche pensando al fatto che, stando ai dati della Polizia stradale, proprio l’uso del cellulare sarebbe la prima causa di incedenti stradali. Non bisogna peraltro dimenticare il fatto che è possibile distrarsi anche senza l’uso dello smartphone. Il 50% degli intervistati ha infatti ammesso di avere dei momenti di vagabondaggio della mente – quello che gli inglesi indicano con le parole mind wandering – al volante.

Il rischio di guidare stanchi

Guardando a livello dell’intera Europa, la sonnolenza sarebbe la quarta tra le cause più comuni di incidenti mortali in autostrada. Eppure ci sono ancora oggi tantissimi automobilisti che non si fanno problemi a guidare anche in caso di stanchezza. Si guardi all’Italia: nel nostro Paese, sempre secondo Ipsos, il 15% dei conducenti afferma di aver già avuto o di aver già rischiato di avere un sinistro a causa di un assopimento al volante. E non si tratterebbe di un’eventualità particolarmente rara, in quanto il 28% del campione dichiara di avere già avuto la sensazione in passato di essersi assopito per qualche secondo alla guida. Il 21% degli intervistati racconta una verità ancora peggiore, ricordando di essere sconfinato sulla banchina stradale o sulla corsia d’emergenza proprio a causa di un assopimento o di una netta disattenzione.

Un altro dato, che potrebbe essere ancora più pesante, è quello relativo alla consapevolezza del pericolo dello spossamento alla guida. Il 45% degli intervistati italiani afferma di guidare allo stesso modo o persino meglio quando stanco, e il 22% è convinto che si possa guidare anche in caso di stanchezza. Nel 37% dei casi, gli italiani continuano comunque a guidare anche quando stanchi, in quanto “obbligati” a continuare.

A guidare male sono gli altri

Il Barometro della Guida Responsabile 2022 ci permette anche di scoprire come gli automobilisti vedono sé stessi e gli altri conducenti. E il ritratto che ne esce non è dei migliori, soprattutto quanto a consapevolezza. La matematica non è un’opinione: quasi tutti i conducenti si ritengono bravi al volante, pur considerando la maggior parte degli altri automobilisti non responsabili. La matematica non è però un’opinione, e quindi è possibile affermare che una buona parte delle persone tende a sopravvalutare le proprie capacità alla guida. Il 95% degli italiani, per descrivere il proprio atteggiamento al volante, cita almeno un aggettivo positivo. Il 77% si descrive come vigile, il 55% come calmo, il 16% sottolinea la propria cortesia al volante. Solo una fetta stranamente bassa degli intervistati, pari al 13%,ammette di essere stressato una volta sulla strada.

Cambia totalmente lo scenario quando si parla del comportamento degli altri al volante. L’82% degli italiani, per descrivere gli altri conducenti, usa almeno un aggettivo negativo: il 46% usa la parola irresponsabile, il 35% la parola pericoloso, il 22% la parola stressato. Non stupisce che, su delle strade che si vivono come popolate da automobilisti poco responsabili, imprudenti, nervosi e feroci, l’86% degli intervistati si senta insicuro.

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