Dispositivi passivi di sicurezza in auto: quali sono e a cosa servono?

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Nel 2018, in Italia, ci sono stati 172.553 incidenti stradali con lesioni. Si è registrato un calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente, con una diminuzione dei feriti (-1,6%) e dei morti (-1,3%). I fattori che entrano in gioco nella diminuzione di incidenti con feriti e vittime, ovviamente, sono tantissimi. Bisogna considerare, per esempio, l’eventuale introduzione di regole stradali più severe e precise, le condizioni del manto stradale, l’età dei veicoli e via dicendo. Indubbiamente, però, negli ultimi decenni le automobili sono diventate via via sempre più sicure: non ci sono paragoni, infatti, con le automobili più vecchie, che di certo non brillavano per sicurezza. 

Quando si parla di dispositivi di sicurezza in automobile si fa riferimento a due classi di strumenti. Da una parte, ci sono i dispositivi passivi di sicurezza, e dall’altra ci sono invece i dispositivi attivi. Qual è la differenza tra queste due categorie? E quali sono i dispositivi passivi di sicurezza nelle nostre auto?

I dispositivi di sicurezza attivi in auto

Prima di vedere quali sono i dispositivi passivi di sicurezza in auto, spieghiamo velocemente quali sono quelli attivi. In questa categoria troviamo tutti i dispositivi creati e utilizzati per prevenire gli incidenti, e quindi per eliminare il problema a monte. Questi strumenti, dunque, agiscono per ridurre il rischio di incidente: nel momento in cui questo avviene comunque, non possono fare nulla per proteggere il veicolo e i passeggeri. Tra i principali dispositivi di sicurezza attivi diffusi nelle nostre auto troviamo tre strumenti, ovvero l’ABS, l’ESP e il TCS. Probabilmente sai già cos’è l’ABS; si tratta del sistema antibloccaggio, che impedisce alle ruote – in caso di frenata secca – di fermarsi immediatamente, facendo perdere aderenza all’automobile. In caso di frenata violenta, con l’ABS le ruote vengono frenate progressivamente, così da ridurre lo spazio di frenata ed evitare pericolosi sbandamenti. L’ESP è il controllo elettronico di stabilità: si tratta di un sistema più complesso dell’ABS, che mira a contenere le conseguenze di una sbandata dell’automobile. Nel momento in cui un conducente effettua una virata improvvisa e potenzialmente pericolosa, l’ESP interviene frenando singolarmente le ruote lì dove necessario. In questo modo, l’ESP corregge l’andamento dell’automobile e la rende più facilmente governabile. Il TCS, infine, è un altro dispositivo di sicurezza attivo molto diffuso tra le nostre auto: si tratta del sistema di controllo della trazione, che entra in gioco nel momento in cui le ruote slittano. Tipicamente, il TCS si attiva quando ci si sposta sulla neve o su strade ghiacciate, andando a ridurre la rotazione della ruota che slitta per non perdere aderenza.

Fin qui, dunque, abbiamo visto i dispositivi attivi: e per quanto riguarda i dispositivi passivi di sicurezza?

I dispositivi di sicurezza passivi in auto

A differenza di quelli attivi, i dispositivi di sicurezza passivi in auto mirano non a evitare l’incidente, quanto invece a ridurne al minimo le conseguenze. Si tratta quindi di strumenti installati sulle nostre auto per minimizzare, per quanto possibile, i danni al mezzo, al conducente e ai passeggeri, entrando quindi in funzione nel momento dell’impatto. Il problema, in caso di incidente stradale, è dato per l’appunto dall’urto, il quale può avere conseguenze drammatiche. I dispositivi di sicurezza passivi in auto servono quindi per ridurre al minimo l’impatto, andando ad assorbire l’energia cinetica che mette in pericolo di chi si trova nell’abitacolo della macchina. Senza questi dispositivi di sicurezza, gli occupanti del mezzo, in caso di urto violento, non potrebbero che andare a sbattere violentemente. Grazie a questi strumenti passivi, invece, l’urto viene eliminato oppure, quantomeno, smorzato.

Ma quali sono nello specifico i dispositivi di sicurezza passivi che si trovano nelle nostre automobili?

Cinture di sicurezza: i primi e fondamentali dispositivi di sicurezza passivi sono le cinture di sicurezza. Come abbiamo sottolineato già in un altro pezzo, le cinture – al contrario di quanto si crede talvolta – sono obbligatorie anche sui sedili posteriori. Il loro ruolo è noto a tutti: queste cinghie servono infatti per tenere in posizione i passeggeri e il conducente in caso di impatto. Così facendo, si riduce il rischio che le persone vadano a sbattere violentemente di fronte a sé o, nel casi peggiori, che vengano scaraventate oltre il parabrezza. L’uso delle cinture di sicurezza è obbligatorio in Italia fin dal 1988, e fortunatamente al giorno d’oggi è molto diffuso.

Airbag: altro dispositivo di sicurezza passivo nelle nostre automobili è l’airbaig. Si tratta di uno strumento di protezione dei passeggeri e del conducente che, a partire dal 2002, deve essere presente su ogni nuova macchina immatricolata. Gli airbag sono, in parole semplici, dei cuscini che si gonfiano istantaneamente in caso di impatto, andando a proteggere chi si trova nell’abitacolo. Possono essere installati all’interno del volante, del cruscotto, delle portiere e dei sedili. Va sottolineato che, in ogni modo, questi dispositivi sono efficaci solamente se affiancati dall’uso della cintura di sicurezza.

Seggiolini per bambini: i più piccoli non possono ovviamente essere assicurati con le semplici cinture di sicurezza. Per garantire la loro incolumità in caso di incidente stradale si rende necessario l’utilizzo dei seggiolini per bambini, peraltro obbligatori. Per garantire la sicurezza dei bambini e per non rischiare multe è inoltre doveroso procurarsi dei seggiolini a norma, e adatti all’altezza dei passeggeri. I seggiolini moderni sono studiati appositamente per accompagnare i bambini durante la loro crescita, in modo da non dover cambiare più volte questo dispositivo di sicurezza.

Poggiatesta: non si direbbe, ma anche il poggiatesta è un dispositivo di sicurezza passivo per l’automobile. Si tratta infatti di un supporto fondamentale che, non permettendo al capo di spostarsi indietro durante gli incidenti, riduce il rischio di lesioni alla schiena e al collo.

Telaio: ecco un altro elemento che viene costruito in modo da smorzare la forza cinetica sprigionata da un impatto. Il telaio delle autovetture, lungi dall’essere durissimo, è progettato per deformarsi in modo preciso in caso di incidente, andando quindi ad assorbire il più possibile il colpo. Tutta la forza cinetica presa in carico dal telaio dell’auto, di fatto, è ‘risparmiata’ ai passeggeri.

Non dimenticarti, infine, che per guidare in piena sicurezza è fondamentale anche scegliere le strade giuste, evitando i potenziali pericoli. I dispositivi COYOTE ti aiutano a scegliere sempre le strade più sicure, senza ostacoli o code, in modo da ridurre la possibilità di avere incidenti!

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