Documento unico di circolazione: proroga al 30 giugno 2021

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Documento unico di circolazione

Il 2020 è stato un anno che ha colpito in modo drastico l’economia italiana ed europea. E di certo, tra le industrie che maggiormente hanno subito il contraccolpo dell’emergenza sanitaria, c’è anche quella dell’automobile. Stando ai dati dell’Anfia, nel 2020 si sono avute meno di 12 milioni di immatricolazioni. Guardando all’area UE, EFTA e UK, si sono contate 3,8 milioni di vendite di auto in meno rispetto al 2019. In Italia il calo è stato del 14,9%, e si scopre un dato negativo a doppia cifra anche per la Francia e per il Regno Unito. La Germania, l’unico Paese in controtendenza, ha invece chiuso l’anno con un +9,9%. Tedeschi a parte, insomma, non è certo un buon momento per il mondo dell’automobile. E, fanno sapere le associazioni di categoria, la novità dell’introduzione del Documento unico di circolazione non sembrerebbe aiutare, e anzi, potrebbe finire per penalizzare le aziende. Da qui dunque la richiesta di maggiore tempo per prepararsi al nuovo corso, con la decisione in extremis da parte del governo di presentare la proroga del Documento unico di circolazione al 30 giugno 2021. Ma per quale motivo le associazioni sono state costrette a domandare più tempo?

Che cosa è il Documento unico di circolazione

Vediamo prima di tutto che cosa è il Documento unico di circolazione, abbreviato in DU. Si tratta di un nuovo documento, introdotto a partire dal decreto legislativo n.98/2017, che da più parti è stato definito come la nuova carta d’identità del veicolo, sia questo un’auto o una moto. Come sappiamo, allo stato attuale, i documenti essenziali di un veicolo sono due. Da una parte c’è la Carta di circolazione, ovvero il famoso libretto, un documento che il proprietario deve sempre portare nel veicolo affinché questi possa circolare. Rilasciata dalla motorizzazione, la Carta di circolazione riporta tutti i dati tecnici del veicolo. Dall’altra parte c’è un altro documento fondamentale, ovvero il Certificato di Proprietà. Questo non deve essere obbligatoriamente presente nel veicolo, ma deve essere custodito con cura dal proprietario. Va sottolineato che, a partire dal 2015, il Certificato di Proprietà viene in realtà rilasciato in formato digitale, con una ricevuta di registrazione contenente un codice di accesso personalizzato per la visualizzazione online del documento.

Ebbene, con l’introduzione del Documento unico di circolazione questi due documenti vengono riuniti in un solo – unico, per l’appunto – documento di circolazione. Possiamo quindi dire che il Documento unico di circolazione prende le veci sia della Carta di circolazione, sia del Certificato di Proprietà, presentando i dati di entrambi questi documenti. Oltre alle informazioni tecniche sul veicolo, dunque, nel DU troviamo anche i dati sulla situazione giuridico patrimoniale del veicolo, così come presenti nel Pubblico Registro Automobilistico. 

Le difficoltà nel prepararsi all’entrata in vigore del DU

Visto cos’è il Documento unico di circolazione, cerchiamo di capire cosa ha spinto le associazioni di categorie a chiedere a gran voce la sua proroga. La scadenza originale per l’entrata in vigore del DU, dopo circa un anno di test, era infatti prevista per il 31 marzo 2021, e quindi per due settimane fa. A motivare la richiesta delle associazioni è l’attuale impreparazione delle società, degli studi e delle agenzie che non sono tuttora pronte a svolgere la procedura digitale necessaria per il rilascio del Documento unico di circolazione. Il problema concreto sarebbe costituito dagli attuali software gestionali, non ancora aggiornati in tal senso. Da qui, dunque, la richiesta di proroga del Documento unico di circolazione da parte della principali associazioni di categoria, ovvero Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto,Unasca e Unrae.

La proroga del Documento unico di circolazione

Per alcuni giorni il governo non sembrava aver preso in seria considerazione le lamentele e le richieste provenienti dal mondo delle associazioni. Come spiegavano in Aniasa, “la sperimentazione è stata troppo breve e ha subito rallentamenti significativi. Questo sia per pesanti problemi tecnici che per l’emergenza sanitaria da Covid-19. Occorre una fase transitoria più lunga per evitare rischi di stop che porterebbero solo a maggiori costi”. Durante il periodo nero dell’automotive causato dall’emergenza sanitaria, insomma, tutto ci voleva fuorché un ulteriore rischio di stop o di rallentamenti. Certo, nel suo insieme il nuovo sistema può essere sicuramente descritto come una semplificazione rispetto alla situazione classica, con una digitalizzazione delle pratiche auto. Ma a rallentare il tutto, oltre all’aggiornamento dei software gestionali delle agenzie, ci sarebbero anche dei problemi nella trasmissione dei dati necessari tra il PRA e l’Archivio nazionale dei veicoli. In questi giorni, volendo dunque immatricolare un veicolo con il Documento unico di circolazione, si rischierebbe di trovarsi di fronte a dei tempi decisamente lunghi, del tutto anomali per un’operazione di routine. Da qui finalmente, la decisione all’ultimo minuto del governo, che con il decreto n. 10 approvato dal Consiglio dei Ministri il 31 marzo ha disposto la proroga del Documento unico di circolazione. Le associazioni di categoria avevano domandato ancora 6 mesi di tempo; il governo, da parte sua, ha concesso una proroga di 3 mesi, rinviando al scadenza al 30 giugno.

I vantaggi del Documento unico di circolazione

Prima di vedere quelli che sono i principali vantaggi del Documento unico di circolazione è bene fare una precisazione. Tutti i libretti di circolazione e tutti i certificati di proprietà emessi prima dell’entrata in vigore del Documento unico di circolazione saranno validi fino alla loro scadenza, senza alcuna necessità di effettuare delle sostituzioni. Detto questo, possiamo dire che, con l’introduzione del DU, per l’automobilista cambierà ben poco (ma quel poco sarà comunque in meglio). Sarà del resto l’intero sistema ad avere dei benefici concreti, con una netta semplificazione burocratica. Costi minori di produzione, di archiviazione e controllo sono i principali vantaggi del Documento di circolazione, che dovrebbero riflettersi in circa 30-40 euro di risparmio per l’utente che desidera immatricolare un veicolo. Con il Documento unico di circolazione saranno infatti necessarie meno marche da bollo, e ci saranno dei tagli anche in relazione al costo delle pratiche stesse.

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