Fermo amministrativo dell’auto: che cosa è bene sapere?

0
1531
fermo amministrativo auto

Imbattersi nel fermo amministrativo dell’auto non è un’evenienza del tutto remota: si tratta infatti di un evento che, in un periodo di difficoltà, si potrebbe verificare a chiunque. Non parliamo però di qualcosa che non presenta delle vie di uscita. Ed è proprio questo che vedremo in questo articolo: dopo aver visto cosa è il fermo amministrativo dell’auto e in quali casi è legittimo, spiegheremo come verificarlo e come cancellarlo. L’obiettivo è quindi sempre quello di eliminare il fermo in tempi brevi, così da poter utilizzare l’automobile senza rischiare multe che, come vedremo, possono essere salatissime.

Cosa è il fermo amministrativo dell’auto

Partiamo con una definizione di fermo amministrativo dell’auto. Con questo termine si indica un atto formale attraverso il quale un ente – in genere si tratta dell‘Agenzia delle Entrate – può disporre il blocco di un veicolo. L’obiettivo dell’ente in questione è di “costringere” in questo modo la persona che riceve il fermo amministrativo dell’auto a pagare i propri debiti, bloccando fino a quel momento uno dei suoi beni più importanti. In presenza di un fermo amministrativo non è possibile circolare con l’auto, non è possibile parcheggiarla sul suolo pubblico, né radiarla o rottamarla. Va peraltro detto che non è possibile nemmeno procedere alla vendita del mezzo senza informare l’acquirente della presenza del fermo. Chi viene colto a guidare un’auto con fermo amministrativo va incontro a una sanzione economica compresa tra i 1.988 e i 7.593 euro. E non è tutto qui: in alcuni casi si può aggiungere anche la sanzione accessoria della confisca del mezzo, il quale diventa così a tutti gli effetti proprietà del creditore.

In quali casi si procedere con il fermo

In quali casi la legge prevede la possibilità di procedere con il fermo amministrativo dell’auto? L’ente creditore può imporre il fermo dell’automobile nel momento in cui il debito è superiore agli 800 euro. Non è tutto qui: nel momento in cui il debito è superiore ai 2.000 euro è possibile disporre il fermo amministrativo su ben 10 veicoli, per arrivare a tutti i veicoli di proprietà del debitore quando questi deve al creditore più di 10.000 euro.

Come funziona il fermo amministrativo dell’auto: le notifiche

Il fermo amministrativo dell’auto non può arrivare di sorpresa. La legge infatti prescrive un percorso bene preciso da seguire passo dopo passo. Per prima cosa il riscossore procede con la notifica della cartella esattoriale. Da quel momento il contribuente ha 60 giorni di tempo entro i quali procedere con il pagamento del debito oppure per richiedere la rateizzazione. In caso contrario, allo scadere del tempo viene inviato un preavviso del fermo del veicolo, con riferimenti specifici al mezzo o ai mezzi coinvolti e al numero della cartella esattoriale, nonché all’importo del debito. A questo punto il tempo a disposizione del debitore è di 30 giorni per i debiti superiori ai 1.000 euro, e di 120 giorni per quelli inferiori. Trascorso questo periodo, in assenza di pagamento avvenuto, ha inizio il fermo amministrativo dell’auto, il quale, va sottolineato, può non essere comunicato: la notifiche precedenti rendono infatti questa comunicazione del tutto superflua. Si capisce quindi che il debitore ha tutto l’interesse di scoprire se la propria auto è stata sottoposta o meno a fermo amministrativo, così da sapere se il suo utilizzo è o meno permesso.

Come scoprire se la propria auto è in fermo

Come abbiamo visto non è d’obbligo una comunicazione attraverso la quale l’ente di riscossione debba segnalare l’avvenuto fermo amministrativo del veicolo. Scaduti i termini del preavviso, senza che sia stato effettuato il pagamento o senza che sia stata richiesta la rateizzazione della somma dovuta, l’auto dovrà essere considerata automaticamente bloccata. Per avere la certezza dello status del veicolo ci sono diverse strade percorribili. É possibile per esempio richiedere verificare la presenza di fermi amministrativi attivi mediante la visura PRA della targa, la quale a sua volta può essere ottenuta in tre modi diversi. É possibile usare il servizio online dell’ACI; è possibile recarsi direttamente in un ufficio provinciale dell’ACI; infine ci si può rivolgere a un’agenzia di pratiche auto. In nessuno dei casi, va detto, la procedura è del tutto gratuita. Chi si rivolge all’ACI online deve pagare circa 8 euro, laddove invece per chi si rivolge a un ufficio fisico il prezzo è di circa 6 euro. I prezzi sono leggermente superiori nel caso in cui ci si rivolga a un’agenzia privata, per coprire i costi dell’ACI nonché quelli della pratica in sé.

Un’alternativa alla visura PRA della targa è quella rappresentata dal Certificato di Proprietà digitale. Questa strada ha il vantaggio di essere gratuita, ma va anche sottolineato che solamente i veicoli immatricolati a partire dal 2015 hanno già di per sé un Certificato di Proprietà digitale: per i mezzi più vecchi sarà necessario richiederlo agli uffici del PRA. Chi è in possesso del certificato può accedere all’apposito servizio online per consultare il certificato, attraverso il quale verificare lo status burocratico del veicolo.

Cosa fare in caso di fermo del veicolo

Una volta verificata la presenza di un fermo amministrativo dell’auto, per poter riprenderne possesso, è necessario procedere con il pagamento del debito, oppure dimostrarne l’illegittimità. Questa misura può infatti essere impugnata nel caso di mancato preavviso, di mancato rispetto delle tempistiche o per mancata notifica da parte dell’agente di riscossione, rivolgendosi al tribunale di competenza. Nel caso di un fermo amministrativo del tutto legittimo, invece, è necessario procedere con il pagamento del debito, per intero o in rate. In quest’ultimo caso, va detto, sarà possibile tornare a utilizzare il veicolo già a partire dal versamento della prima rata, grazie a una subentrata sospensione del fermo opportunamente registrata al PRA.

Eliminazione definitiva del blocco dell’auto

Una volta saldato il debito nella sua interezza, in un’unica soluzione o in più rate, sarò possibile cancellare del tutto il fermo amministrativo, rivolgendosi al PRA. Sarà necessario presentare il provvedimento di revoca, il certificato di proprietà e il modulo NP-3, nel caso in cui il certificato non presenti sul retro la nota di richiesta. L’operazione, va precisato, non è gratuita, richiedendo un’imposta di bollo che varia a seconda dei casi tra i 32 e i 48 euro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here