Infrazioni del Codice della Strada: dove finiscono i proventi delle multe?

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proventi delle multe

Dove finiscono i proventi delle multe stradali? Non di rado i comuni sono stati accusati di aver utilizzato i proventi delle multe conseguenti alla trasgressione del Codice della Strada per andare a colmare eventuali buchi nel bilancio. In questo modo, insomma, le multe per eccesso di velocità, quelle per il divieto di parcheggio e via dicendo andavano a fare “cassa” nelle varie amministrazioni comunali. Ora la sorte dei proventi delle multe stradali non può più essere altrettanto fumosa. Dopo un iter legislativo durato una decina d’anni, infatti, è stato precisato l’uso dei proventi delle multe dal parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La normativa sull’uso dei proventi delle multe

Come detto, l’iter che ha portato alla normativa in questione è stato lungo e tormentato, con una lunga lista di stop, di rinvii, di modifiche e di promesse. Lo scorso febbraio, finalmente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – insieme al Ministero dell’Interno – ha varato un decreto volto ad attuare una legge approvata nel 2010. Si parla nello specifico della legge relativa alle “disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità”. Il decreto che apriva il congelatore nel quale era stata nascosta la norma negli ultimi dieci anni era stato approvato nel novembre dello scorso anno dalla Conferenza Stato-Città e autonomie locali.

Che cosa cambia con questa novità normativa? Sintetizzando al massimo, ora gli enti locali sono tenuti a dichiarare in modo concreto al Ministero il modo – o i modi – in cui i proventi delle multe verranno utilizzati. Nel concreto, come si legge, nell’articolo 1 del decreto, gli enti locali sono obbligati a trasmettere annualmente – il 31 maggio – “i dati relativi ai proventi di propria spettanza” circa le multe dell’anno precedente. In questa comunicazione dovranno essere presenti tutti i dati relativi ai proventi dell’anno passato, le informazioni generali, l’entità dei proventi e i dettagli relativi alle destinazioni dei proventi relativi alle violazioni dei limiti di velocità.

Va peraltro sottolineato che i proventi dovranno essere suddivisi in tre gruppi. Alcuni saranno di intera spettanza dell’ente locale; altri, derivanti da accertamenti di strade non di proprietà dell’ente locale al quale fa riferimento l’accertatore, saranno ripartiti al 50% tra questi e l’ente proprietario; la stessa divisione dovrà essere effettuata nel caso di accertamenti su strade di proprietà dell’ente da parte di accertatori di altri enti locali. 

È stato poi specificato quali sono gli utilizzi legittimi dei proventi delle multe stradali.

Gli utilizzi legittimi dei proventi delle multe stradali

Per evitare che i proventi delle sanzioni relative al Codice della Strada vengano utilizzati per altri fini, la normativa fissa ora degli usi specifici. Si parla principalmente della manutenzione della segnaletica stradale, del manto stradale e delle strade in generale, nonché del posizionamento di attività di controllo e accertamento delle violazioni. E ancora, i proventi delle multe potranno essere usati per interventi a favore degli utenti della strada, e per eventuali attività volte a migliorare l’educazione stradale.

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