Inversione degli pneumatici: serve farla?

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Inversione degli pneumatici

Un’automobilista che vuole guidare in modo sicuro e confortevole, mantenendo bassi i consumi, dovrebbe sempre prestare un’attenzione particolare allo stato degli pneumatici, nonché in particolare al loro livello di usura. Come sappiamo molto bene, esiste un limite preciso al di sotto del quale, per legge, il battistrada è da considerarsi eccessivamente usurato. Questa soglia è fissata a 1,6 millimetri, al di sotto della quale si è a rischio di sanzione. In realtà, per guidare in sicurezza, sarebbe opportuno non avvicinarsi affatto a quel limite, sostituendo dunque le gomme con un po’ di anticipo, e comunque non oltre i 4 anni di utilizzo. Va detto, però, che non bisogna limitarsi a guardare solo l’età delle gomme o il loro livello di usura: sarebbe importante controllare anche l’omogeneità dell’usura degli pneumatici. Sì, perché questo dato può variare in modo importante, compromettendo del tutto le performance dell’auto. Le gomme anteriori potrebbero per esempio essere maggiormente usurate rispetto a quelle posteriori, o ancora, quelle posteriori potrebbero essere usurate in un punto, quelle anteriori in un altro. Una leggera usura degli pneumatici è inevitabile: un deperimento non omogeneo va invece evitato, e può essere accentuato da diversi fattori, primo fra tutti un montaggio non perfetto delle gomme. Negli anni, per evitare un’usura non omogenea delle gomme, si è ricorsi nella maggior parte dei casi all’inversione degli pneumatici. Andando a cambiare la posizione delle gomme, infatti, è possibile andare ad appianare le differenze di usura. Ma se fino a qualche anno fa l’inversione degli pneumatici era vivamente consigliata da tutti, oggi questo assunto viene messo in discussione. E il rifiuto dell’inversione delle gomme arriva da più parti, da alcuni produttori come da molti esperti del settore. Nel dubbio l’European Tyre and Rim Technical Organisation scrive “si raccomanda di seguire sempre le indicazioni del costruttore del pneumatico o del veicolo relativamente alla rotazione (permutazione) dei pneumatici”. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di cambiare la posizione degli pneumatici?

Inversione degli pneumatici: perché farla

L’inversione degli pneumatici parte da un presupposto semplice: viste le caratteristiche costruttive e di utilizzo di un’automobile, l’usura non può mai essere perfettamente uguale tra gomme anteriori e posteriori. I fattori in gioco che portano a questo risultato sono tanti. Prima di tutto, va sottolineato il fatto che solo le ruote anteriori sono direzionali, e quindi si muovono sul loro asse per sterzare a destra o a sinistra. Quelle posteriori, invece, sono ovviamente fisse. Ma non è tutto qui: nella maggior parte dei casi si ha a che fare solo con una coppia di ruote motrici, quasi sempre anteriori, e anche questo determina una differenza a livello di usura. Vanno poi considerati ulteriori fattori, come la distribuzione del peso, la sollecitazione sugli pneumatici in fase di frenata, la sollecitazione durante l’accelerazione, per non parlare del tipo di sospensione e delle sue condizioni. E ancora: in ragione di tutto quello che è stato detto finora, in genere i produttori consigliano dei livelli differenti di pressione di gonfiaggio tra gomme posteriori e anteriori, il che condiziona ulteriormente l’usura. In linea generale, le gomme posteriori si usurano maggiormente sui lati, mentre quelle posteriori si rovinano soprattutto nella fascia centrale. Dati tutti questi presupposti, non stupisce affatto che per molti anni l’inversione degli pneumatici sia stata la regola, e che ancora oggi molti produttori e molte officine consigliano di effettuarla almeno una volta. Ma come va effettuata l’inversione degli pneumatici? Esistono in realtà due opzioni diverse, una particolarmente in voga in passato, un’altra maggiormente adottata negli ultimi anni.

Inversione degli pneumatici: con incrocio

Per anni nelle officine gli pneumatici sono stati invertiti seguendo uno schema preciso, con un incrocio delle ruote posteriori. Più nello specifico, questo metodo prevedeva sì di spostare le gomme posteriori al posto di quelle anteriori – e viceversa – ma con un incrocio. Questo primo metodo prevede infatti di spostare le ruote anteriori in posizione posteriore sullo stesso lato: la ruota anteriore sinistra viene quindi montata dietro sul retrotreno, sempre a sinistra. Il discorso cambia invece per gli pneumatici posteriori: questi vengono sì smontati e spostati all’avantreno, ma in posizione incrociata. La gomma posteriore destra, così, diventa la gomma anteriore sinistra. Questo schema, va sottolineato, era quello in vigore per le auto a trazione anteriore e per le auto a trazione integrale. Per le automobili a trazione posteriore si effettuava esattamente il contrario, incrociando le anteriori nel passaggio verso il retrotreno. Come anticipato, però, questo metodo era lo standard in passato: oggi si utilizza invece un altro schema. Vediamo quale e perché.

Inversione degli pneumatici: senza incrocio

Il metodo più recente per l’inversione degli pneumatici è stato introdotto per un motivo ben preciso Il mondo degli pneumatici è andato infatti evolvendosi, con l’introduzione di gomme nuove, più efficienti, e sostanzialmente diverse da quelle del passato. Oggi si parla infatti per lo più di gomme direzionali, o di pneumatici con un battistrada scolpito con dei disegni direzionali. Questo cambiamento rende del tutto controproducente il vecchio schema dell’inversione degli pneumatici con incrocio. Oggi, quindi, lo scambio degli pneumatici è diventato molto più semplice: le gomme anteriori vengono spostate nel retrotreno sullo stesso lato, e allo stesso modo le gomme posteriori vengono spostate all’avantreno, senza cambiare lato. In genere, attualmente, i produttori che consigliano di effettuare l’inversione delle gomme consigliano di programmarla ogni 10.000 chilometri circa. E anzi, in certi casi si arriva perfino a consigliare questa operazione a intervalli ancora più brevi. In linea di massima, comunque, si potrebbe arrivare ad affermare che l’inversione degli pneumatici potrebbe essere fatta tranquillamente al momento del cambio stagionale delle gomme, nel caso di percorrenze annuali di circa 20.000 chilometri.

Quando non invertire le gomme

Come visto, molti produttori hanno espresso invece il loro rifiuto all’inversione degli pneumatici: è il caso, per esempio, di Jaguar. Per quale motivo? Nella maggior parte di casi si tratta di produttori di automobili particolarmente sportive, o comunque con performance al di sopra della media. A portare a questa posizione di pensiero sarebbe la diffusione degli pneumatici di sezione larga con spalla ribassata. In questi casi l’usura dello pneumatico è limitatamente differente da posizione a posizione, ma comunque tale, in caso di inversione, da influenzare negativamente le performance dell’auto. Più nello specifico i produttori contrari all’inversione parlando di un aumento di rumorosità e vibrazioni, così da rendere controproducente il cambio di posizione delle gomme: ogni pneumatico, insomma, dovrebbe mantenere sempre la propria posizione.  

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