Limiti di velocità più bassi, multa legittima se la strada è dissestata

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Lo ha chiarito la Corte di Cassazione. Alla fine a farne le spese, come sempre, è l’automobilista, costretto a districarsi nella giungla impervia dei limiti di velocità.  

Percorri una superstrada al di sotto dei limiti di velocità consentiti (di solito 110 km/h), ma ti arriva una multa perché nel tratto in questione vige un limite ancora inferiore per via della strada dissestata? Niente da fare, nessun escamotage. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, con un’apposita sentenza.

La ratio. Secondo i giudici “è proprio la legge che consente all’ente proprietario di abbassare i limiti di velocità, prevedendo al comma 2 dell’art. 142 del Codice della strada che entro i limiti massimi suddetti gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e massimi diversi, in determinate strade e tratti di strada quando l’applicazione al caso concreto dei criteri fissati renda opportuna la determinazione di limiti diversi”. Gli enti proprietari della strada, però, hanno pure l’obbligo “di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari”, sancisce lo stesso articolo 142 del Codice della strada (sempre al comma 2).

Percorsi accidentati. Le eventuali “deformazioni della strada permangono fino a quando non vengono eliminate e pertanto deve essere applicata uguale disciplina in presenza di deformazioni del piano viabile che non sono occasionali, ma richiedono l’esecuzione di lavori di rafforzamento della pavimentazione con eliminazione delle deformazioni del piano viabile”, precisa la sentenza. In tali situazioni, “l’abbassamento del limite di velocità, funzionale a non consentire velocità incompatibili con le condizioni della strada, lungi dall’essere viziato per violazione di legge o eccesso di potere, diviene addirittura doveroso”. Risultato? I limiti di velocità cambiano anche curva dopo curva e per gli automobilisti è sempre più difficile orientarsi in questa giungla di cartelli.

Vincenzo Bonanno

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