Mobilità elettrica, cosa succede in Europa?

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Mobilità elettrica

Non ci sono più dubbi: per limitare i cambiamenti climatici è necessario ridurre progressivamente tutti i veicoli “classici”, con motori a combustione, per abbracciare finalmente la mobilità elettrica. Le tecnologie ci sono, e le infrastrutture stanno iniziando a essere sufficienti in molte aree del nostro Paese e dell’Europa. In molti casi, in parallelo alla preparazione delle strutture necessarie – a partire dai punti di ricarica lungo le principali arterie stradali – sono stati anche introdotti degli incentivi importanti per l’acquisto di veicoli elettrici. Com’è, quindi, la situazione per quanto riguarda la mobilità elettrica in Italia e in Europa? A darci un panorama d’insieme è la nuova edizione dell‘indice LeasePlan di preparazione ai veicoli elettrici, ovvero l‘EV Readiness Index 2020.

La mobilità elettrica in Europa

Ci sono delle grosse differenze per quanto riguarda la preparazione alla mobilità elettrica tra un Paese e l’altro dell’Unione Europea. Da una parte ci sono i Paesi del Nord Europa, con in testa l’Olanda, la Norvegia, il Regno Unito, l’Irlanda e la Svezia. In fondo alla classifica, invece, ci sono la Slovacchia, la Polonia, la Romania e la Grecia. Nello stilare l’indice sono stati presi in considerazione diversi dati, ovvero la maturità delle infrastrutture, il numero di veicoli elettrici e la presenza di incentivi governativi. La posizione dell’Italia è pericolosamente vicina a quella dei fanalini di coda. Il punteggio totale del nostro Paese è di 17 punti, distante anni luce dai 34 punti di Olanda e Norvegia, e a pochi passi dagli 11 punti di Polonia e Slovacchia. Guardando ai dati generali, il CEO di LeasePlan Tex Gunning ha affermato che «benché il nostro indice di preparazione ai veicoli elettrici mostri che la guida elettrica stia diventando un’opzione praticabile in un numero crescente di nazioni, vi è ancora molta strada da fare prima che tutti arrivino a condurre auto elettriche. Milioni di cittadini europei vivono ancora in paesi nei quali l’infrastruttura pubblica di ricarica è terribilmente inadeguata, o nei quali essi debbono pagare imposte più elevate rispetto ai conducenti di autovetture alimentate con carburante fossile».

La mobilità elettrica in Italia: il buon risultato di Milano

Come anticipato, la situazione della mobilità elettrica in Italia è tra le peggiori del continente. Spicca però la performance ecologica di Milano, città che da sola conta il 25% dei mezzi elettrizzati del Paese, considerando sia i veicoli full electric che i cugini plug-in. L’indagine ha anche sottolineato le tipologie di veicoli maggiormente presenti: tra le automobili full electric si parla soprattutto della Tesla Model 3, seguita da Nissan Leaf e Smart Fortwo. Per quanto riguarda i veicoli commerciali (che rappresentano il 15% dei mezzi elettrici) si contano soprattutto Nissan NV200, Kangoo Express e Opel Vito. Il dato milanese dimostra che la mobilità elettrica ha le carte in regola per crescere e, sul lungo termine, per diventare la norma. D’altronde, con il crescere dei veicoli elettrici presenti, aumenterà anche il numero delle stazioni di ricarica, e viceversa, creando un circolo virtuoso, a tutto beneficio dell’ambiente e della nostra salute.

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