Multe e ricorsi a Milano, fuorilegge l’autovelox sul cavalcavia del Ghisallo

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L’apparecchio non è ben visibile. Il limite di velocità in vigore sarebbe anche incoerente con le caratteristiche della strada

Fin dal primo giorno di operatività (10 marzo 2014), ha scattato foto a raffica, facendo una strage di verbali. Adesso, però, il giudice di pace lo ha definito irregolare. L’autovelox fisso posizionato sul cavalcavia del Ghisallo (sopra viale Certosa), a Milano, non è ben visibile. Su di esso non è presente l’apposita segnaletica prevista dal Regolamento di esecuzione del Codice della strada ed esplicitamente richiamata dalla cosiddetta circolare Maroni (la direttiva del 14 agosto 2009 dell’allora ministro dell’Interno), che disciplina l’impiego delle apparecchiature per il controllo della velocità. Multa annullata, quindi. Una casistica applicabile anche ad altri apparecchi sparsi sul territorio meneghino e che potrebbe aprire la strada a una valanga di ricorsi vincenti.

Limiti inadatti. Il giudice di pace ha accolto un ricorso presentato dall’avvocato Marisa Marraffino, del foro di Milano, condannando il Comune di Milano a pagare anche le spese legali. Ma non è tutto. Nel caso del Ghisallo, il limite di velocità (70 km/h) sarebbe pure incoerente con le caratteristiche della strada, secondo l’avvocato Marraffino. Fin dall’installazione dell’apparecchio, è parsa evidente la scarsità delle segnalazioni di controllo velocità. Anche il limite non è chiaro. Per questo è stato presentato un esposto direttamente al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Multe in ritardo. In precedenza, avevano fatto scalpore i verbali (per violazioni rilevate con l’autovelox) notificati ben oltre i 90 giorni previsti dalla legge (i termini scattavano non dalla data dell’infrazione, bensì da quella dell’accertamento). Un trucco, però, stoppato sia dal ministero dell’Interno, sia dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Migliaia le multe annullate in questi mesi. Ricorsi su contravvenzioni che non avrebbero mai dovuto essere inviate, ma che la polizia locale del capoluogo lombardo ha continuato a recapitare fuori tempo massimo ai malcapitati. Adesso un’altra tegola si abbatte sui piani di Palazzo Marino.

Vincenzo Bonanno

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