Multe per velocità ridotta: quando si possono dire nulle?

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Multe per velocità ridotta: quando si possono dire nulle?

Non c’è che dire, ricevere delle multe per eccesso di velocità non è mai piacevole. Anche perché le sanzioni possono essere parecchio salate. Quando lo scarto è inferiore ai 10 chilometri orari si va incontro a una multa fino a 173 euro, che aumenta fino a 695 euro quando lo scarto oltrepassa tale soglia. Per non parlare della sottrazione di punti dalla patente, altro elemento tutt’altro che gradito. Per questo è sempre bene fare del proprio meglio per prevenire questa eventualità, dotandosi di un dispositivo come COYOTE. Si potranno così avere allerte in tempo reale sulla presenza di autovelox fissi o mobili, nonché essere avvisati della presenza di tutor. Sapendo che in Italia ci sono in tutto più di 8mila autovelox (laddove in Germania sono meno di 4mila e in Francia circa 2.500) un alleato come COYOTE al volante può certamente fare comodo. Anche perché, come sappiamo, spesso i limiti di velocità possono cambiare, rendendo ancora più difficile per l’automobilista rispettare il Codice della Strada. Tra le sanzioni più fastidiose ci sono infatti le multe per velocità ridotta. Le quali, va detto, in certi casi possono però essere annullate: vediamo quando.

Chi può abbassare i limiti di velocità, e quando

Sappiamo tutti quali sono i limiti di velocità canonici nelle diverse strade. Si parte dai 50 chilometri orari sulle strade urbane, per arrivare ai 130 chilometri all’ora delle autostrade. In mezzo ci sono i 70 chilometri orari delle strade urbane di scorrimento, i 90 delle strade extraurbane secondarie, e i 110 delle strade urbane principali. Il problema è che molto spesso questi non sono i reali limiti presenti sulle strade che percorriamo. Succede infatti di trovarsi su strade urbane con limiti a 30 chilometri orari, o su autostrade con limite abbassato a 110 chilometri all’ora. Perché in questi casi la velocità massima viene ridotta? I fattori che portano a decisioni di questo tipo possono essere diversi, e hanno tutti a che fare con le caratteristiche di quel tratto stradale. Che potrebbe presentare curve pericolose, pendenze importanti, intersezioni con altre strade, fondo scivoloso e via dicendo. Ecco che allora gli enti proprietari delle strade, come per esempio le Province e i Comuni, possono intervenire per modificare – al ribasso – il limite dei velocità. Talvolta si tratta di limiti temporanei: è il caso tipico delle strade interessate da cantieri e lavori, con l’obbligo di velocità ridotta che durerà fino alla fine dell’attività.

Potrebbe quindi accadere, in questi casi, di andare incontro a delle multe per velocità ridotta. Sulla stessa strada dove fino a ieri si poteva viaggiare ai 90 chilometri orari, oggi si potrebbe per esempio dover rispettare il limite dei 60 chilometri orari. Ma quando le multe per velocità ridotte sono da ritenersi valide e inevitabili, e quando invece possono essere considerate nulle?

Quando la multe per velocità ridotta sono nulle

Nel caso specifico della multa per velocità ridotta, c’è un motivo ben preciso per il quale la sanzione potrebbe essere annullata. Queste particolari multe per velocità eccessiva possono infatti essere considerate nulle nel momento in cui il “nuovo” limite di velocità non sia adeguatamente segnalato. Tutti infatti sappiamo che su una strada extraurbana secondaria il limite di velocità è fissato a 90 chilometri orari. In assenza di cartelli specifici e ben visibili, non si potrà essere multati per non avere rispettato un ipotetico limite di 70 chilometri all’ora. In assenza di un cartello, la multa è da considerarsi nulla. E a confermarlo è stata la Cassazione, con la sentenza n. 36421/2021. E quello relativo alla segnaletica, peraltro, non è l’unico elemento indicato in tale decisione. La Cassazione ha infatti precisato che, nel verbale della multa per velocità ridotta deve essere presente un elemento preciso. Si parla del provvedimento con cui l’amministrazione comunale o provinciale ha autorizzato la modifica del limite di velocità. Anche in assenza di tale riferimento la sanzione può essere considerata nulla. Non sono però tanti gli automobilisti che sono a conoscenza di questo dettaglio, e non sorprenderebbe il fatto che in tanti abbiano per questo motivo pagato delle multe non dovute.

Quando fare ricorso per una multa di velocità

Si è quindi visto che, per essere ritenuta valida, una multa per velocità ridotta deve contemplare la presenza di cartelli ben visibili nonché di un riferimento specifico nel verbale redatto dalle forze dell’ordine. Ma in quali altri casi, in generale, le multe per eccesso di velocità potrebbero essere annullate? Tutti gli automobilisti dovrebbero sapere che la validità della sanzione dipende direttamente anche dalla visibilità dell’autovelox. Se questo non risulta visibile, la multa conseguente al rilevamento può essere annullata. Ad affermarlo è stata anche in questo caso, in diverse occasioni, la Corte di Cassazione, con sentenze a loro volta riprese da vari giudici di pace. Oltre a essere visibile, l’autovelox deve essere opportunamente segnalato, con dei cartelli posti almeno a 250 metri di distanza sulle strade extraurbane e almeno a 130 sulle strade urbane. Ma i cartelli non devono nemmeno essere troppo distanti dall’apparecchio. Qualora siano posti a oltre 4 chilometri, la sanzione è da considerarsi non valida.

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