Codice della strada, nuove regole per autovelox e multe

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nuove regole per autovelox

Il sospetto, molto spesso, è che taluni Comuni utilizzino gli autovelox per fare cassa. E alcuni dei dati pubblicati dal Ministero dell’interno dedicati al 2021 sembrano almeno in parte confermarlo. Pensiamo per esempio alla città che è stata incoronata come la regina delle multe italiane, ovvero Milano. Il capoluogo lombardo, nel 2021, ha incassato complessivamente 102,6 milioni di euro derivanti da multe stradale; di questi, 13 milioni di euro sono il risultato diretto di multe fatte con l’autovelox. Tali informazioni sono disponibili grazie all’obbligatorietà, per i Comuni, di consegnare entro il 31 di ogni anno il rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada. Altre città che nel bene e nel male hanno fatto cassa con le multe sono Roma, con 94,1 milioni totali (dei quali 4,6 dagli autovelox) e Torino, con 41,5 milioni totali (dei quali 5 dagli autovelox). A colpire è il fatto che dei Comuni piccolissimi abbiano raccolto grandi fortune in questo modo. Si pensi per esempio al piccolo comune dolomitico di Colle Santa Lucia, che conta circa 350 abitanti: nel 2021 l’amministrazione ha raccolto 552mila euro attraverso le sanzioni. Il comune pugliese di Melpignano, con circa 2.100 abitanti, ha invece sfiorato i 5 milioni. Guardando queste cifre non stupisce la battaglia intrapresa dal deputato Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori: il suo obiettivo è quello di imporre nuove regole per autovelox e multe. «Ora servono regole finalmente chiare sugli autovelox, che spesso sembrano venire usati più per fare cassa che per fare sicurezza stradale» ha dichiarato il deputato. Ma in quale direzione saranno modificate le leggi?

Nuove regole per autovelox e multe

Nel mirino dell’ex governo, o almeno di una parte di esso, c’erano quindi gli autovelox selvaggi. Va detto che non si tratta di una novità: è da una dozzina d’anni che si aspetta una sistemazione delle regole relative agli autovelox. Le cifre presentate dai Comuni attraverso i rendiconti negli ultimi anni sono da questo punto di vista solamente un’ulteriore conferma della necessità di provvedere in tal senso. E qualche settimana fa vi era stata l’impressione che, questa volta, si sarebbe davvero giunti in tempi brevi alla creazione di nuove regole per autovelox. Baldelli aveva infatti annunciato che il governo aveva preso l’impegno di chiudere il decreto entro fine agosto. L’esecutivo, aveva spiegato il deputato di Forza Italia, «ci sta lavorando da mesi, anche per mettere fine alla brutta abitudine di molti comuni di usare queste apparecchiature in modo selvaggio, più a scopo di cassa che di sicurezza stradale, ad esempio nascondendole ai lati delle carreggiate». Come sappiamo, però, agosto è finito, e nulla è mutato. È noto che l’obiettivo fosse quello di depositare la bozza del nuovo decreto alla Conferenza Stato-città-autonomie locali di agosto. Non resta che sperare che il nuovo governo riprenda in mano la questione, partendo da questo punto di vista da dove si era fermato l’esecutivo precedente.

Nuove regole autovelox: un’attesa lunga 12 anni

Come detto, è da lungo tempo che si attendono nuove regole per autovelox e multe per eccesso di velocità in Italia. Va ricordato che gli autovelox sono stati introdotti nel nostro Paese già negli anni Settanta, con il modello “101” che è stato acceso dalle Forze dell’Ordine nel 1974. Da allora l’evoluzione e la diffusione del dispositivo spara multe di velocità sono state continue. Sul fatto che questi dispositivi possano aumentare la sicurezza stradale non ci sono dubbi: va però sottolineato che questo proposito viene raggiunto attraverso degli autovelox visibili. Così facendo infatti si tende a prevenire l’eccesso di velocità. Gli autovelox nascosti, invece, tendono invece unicamente a punire l’eccesso di velocità, senza aumentare concretamente la sicurezza stradale, andando però a foraggiare le casse pubbliche. E questo è il pensiero che sta sotto a una battaglia contro gli autovelox selvaggi che dura ormai da 12 anni. Va detto che nell’ultimo periodo l’eventualità di nuove regole per gli autovelox sta diventando sempre più concreta, dopo che più volte i governi si sono impegnati a promulgare un apposito decreto. Lo stesso governo Draghi si era già impegnato a promulgare il decreto all’inizio del 2022: a prometterlo era stato il viceministro delle Infrastrutture, Alessandro Morelli a dicembre 2021. In primavera era stato confermato lo slittamento, puntando a una pubblicazione entro giugno, per poi arrivare come è noto al posticipo a fine agosto, il quale però non ha avuto luogo. Aspettando le mosse del prossimo governo, per evitare le multe dovute ad autovelox nascosti “ad arte” non resta che aumentare l’attenzione, e farsi aiutare da dispositivi come COYOTE. I nostri navigatori GPS permettono infatti di avere delle segnalazioni in tempo reale sulla presenza di autovelox fissi e mobili, nonché su quella di sistemi tutor.

La visibilità degli autovelox

Come dovrebbero essere gli autovelox? Questi dispositivi dovrebbero essere prima di tutto visibili. Questo significa in primo luogo che la legge obbliga le Forze dell’Ordine a posizionare un chiaro cartello di presegnalazione prima del dispositivo. In secondo luogo, vuol dire anche che l’apparecchio dovrebbe concretamente risultare visibile agli occhi dei conducenti. Il problema è che molto spesso gli autovelox non vengono posizionati negli appositi box fissi e ben visibili ai lati della strada. No, molte volte invece troviamo autovelox che risultano nascosti dietro ai pali e dietro a guard-rail, al di fuori della banchina tra gli alberi, o in mezzo all’erba alta. Sembra quindi che l’articolo 142 del Codice della strada – che recita «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi» – non sia sufficiente. Da qui la richiesta di nuove regole per gli autovelox e per le multe di velocità.

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