Ordine di precedenza negli incroci: le regole

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Ordine di precedenza negli incroci

Ci sono giovani che studiano per l’esame teorico della patente di guida e che passano ore sull’ordine di precedenza negli incroci, per avere la certezza di digerire bene questo concetto. Sì, perché al momento del famoso test a crocette, molto spesso, ci si trova di fronte proprio a una domanda relativa alla precedenza agli incroci. In questi casi lo studente è chiamato a scegliere l’ordine corretto: chi impegna per primo l’incrocio? Chi per secondo? Chi per terzo? E così via. Ma di certo l’ordine di precedenza negli incroci non è un problema solamente per chi deve affrontare il test teorico per la patente. Anzi! È più avanti, quando ci si trova al volante davvero, che la regola delle precedenze agli incroci deve essere ben fissa in testa! Non è però sempre così: talvolta, quando ci si trova di fronte a un incrocio non regolato da semafori, i dubbi ci assalgono. A che veicoli è necessario dare la precedenza? Passiamo prima noi o prima loro? Nei casi meno gravi, ci si trova ad aspettare più del dovuto, e magari a far innervosire qualche automobilista dietro di noi. Nei casi più gravi, invece, si finisce per impegnare l’incrocio nel momento sbagliato, innescando pericolosi incidenti. Molto meglio, insomma, ripassare una volta per tutte le regole per l’ordine di precedenza negli incroci!

L’ordine di importanza dei segnali stradali

I dubbi su come affrontare un incrocio, in realtà, sorgono solo nel momento in cui ci si trova di fronte a un incrocio “muto”, senza dunque dei segnali specifici che ci dicono cosa dobbiamo fare. In genere, infatti, gli incroci presentano molti avvisi che ci possono aiutare. Pensiamo per esempio alla segnaletica orizzontale, e quindi ai dipinti sull’asfalto che segnalano per esempio la linea dello Stop. O pensiamo ai cartelli stradali, come quelli che ci dicono di fermarci, oppure di dare la precedenza, oppure che la precedenza è nostra. O ancora pensiamo ai semafori, oppure ai vigili. Ecco, trovandosi potenzialmente di fronte a più segnali stradali, è bene capire quali sono i più importanti. Ci si potrebbe infatti trovare in un incrocio con segnaletica orizzontale e con semaforo. O ancora, in un incrocio con semaforo e con un vigile urbano. A chi bisogna dare ascolto? Ebbene, in caso di sua presenza, bisogna sempre seguire i segnali dell’agente del traffico. In sua assenza, a vincere è il semaforo; se manca il semaforo, è d’obbligo seguire la segnaletica verticale. In assenza di qualsiasi altro segnale, a fare fede è la segnaletica orizzontale. Ma cosa fare quando nessuno di questi segnali ci dice effettivamente cosa fare?

Ordine di precedenza negli incroci: dare precedenza a destra

Immaginiamo di essere in un incrocio in campagna, con due strade che si intersecano perpendicolarmente, senza segnali stradali di sorta. O ancora, immaginiamoci di essere in città, di notte, di fronte a un incrocio con semafori gialli lampeggianti. A chi dare la precedenza? Chi deve passare per primo? La regola generale, come è noto, è quella di dare la precedenza a destra. A dirlo l’articolo 145 del Codice della Strada, il quale al secondo comma ci dice “quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione”. In assenza di prescrizioni di altri segnali di qualsiasi natura tra quelle elencate sopra, dunque, un qualsiasi mezzo – auto, moto, camion o bici – dovrà dare precedenza ai veicoli provenienti da destra. Esistono, però, delle eccezioni: vediamole!

Dare precedenza a destra: le eccezioni

Quali sono le eccezioni dell’ordine di precedenza negli incroci? Quando, insomma, la regola generale di dare la precedenza ai veicoli che provengono da destra non deve essere osservata? Di fatto questa norma, in assenza di segnali specifici, si trasgredisce solamente quando presso l’incrocio ci sono dei veicoli che, a prescindere dalla provenienza, devono passare per primi. Non è mai una questione di “forza” o di velocità, quanto sempre di sicurezza. Ecco quindi che in un incrocio passeranno sempre per primi i veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione: parliamo, nello specifico, dei tram e dei treni in movimento, che hanno sempre la precedenza. Il motivo di base è in questo caso molto semplice, partendo dal presupposto che questi mezzi non hanno un sistema frenante sufficiente per garantire di interrompere in tempo la propria avanzata. Che vengano da destra oppure da sinistra hanno inoltre la precedenza i veicoli in servizio di emergenza, come ambulanze o vigili del fuoco, e quelli della polizia, con sirene e lampeggianti accesi.

In tutti gli altri casi, vale la regola del dare la precedenza a destra. Ma come capire quali sono i veicoli che provengono da destra?

Capire quali sono i veicoli che provengono da destra

Memorizzare la regola del dare la precedenza a destra è assolutamente semplice. Allo stesso modo, è molto facile ricordare anche le poche eccezioni che contraddicono questa regola. A rendere il tutto più difficile è però l’applicazione della norma, ovvero comprendere velocemente quali sono i veicoli che provengono da destra, ai quali quindi bisogna dare precedenza. Le informazioni da analizzare di volta i volta per capire quando è il proprio turno per impegnare l’incrocio sono infatti diverse. É bene pensare alla propria posizione, alla posizione degli altri veicoli, alle rispettive traiettorie e all’impostazione dell’incrocio. La traiettoria dei vari veicoli si capisce a capire dall’utilizzo degli indicatori di direzione, ovvero dalla frecce. Grazie a queste si può capire in anticipo se gli altri veicoli svolteranno da una parte o dall’altra, o se andranno invece dritti. Una volta tracciate mentalmente le traiettorie dei vari veicoli, è bene capire chi ci si troverà sulla destra: a quei veicoli si dovrà dare la precedenza, e saranno quindi loro a dover impegnare per primi l’incrocio. Nel momento in cui non si avrà più nessun veicolo proveniente da destra si potrà invece finalmente muoversi, seguendo la propria traiettoria (sempre con attenzione!).

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