Quando fare ricorso per l’autovelox per errata segnalazione

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ricorso autovelox

A partire dal momento in cui gli autovelox sono arrivati sulle nostre strade, i ricorsi le sanzioni per eccesso di velocità si sono moltiplicati. Indubbiamente questi dispositivi hanno uno scopo nobile, ovvero quello di limitare gli incidenti stradali dovuti alla velocità troppo alte. Talvolta, però, questi dispositivi non vengono gestiti, utilizzati o custoditi nel modo giusto, così da compromettere la correttezza del loro lavoro. Ma cosa può fare un automobilista nel momento in cui si accorge di essere stato multato per eccesso di velocità per mezzo di una postazione di controllo irregolare? In questi casi è possibile effettuare un ricorso per l’autovelox. Molto spesso, questa possibilità è data dalla mancante o dall’errata segnalazione della postazione di controllo: vediamo più nello specifico quando si può tentare il ricorso.

La segnalazione dell’autovelox: cosa dice la legge

Per capire quando è possibile fare ricorso per l’autovelox in relazione alla segnalazione della postazione di controllo è bene ovviamente rifarsi alla legge. Nello specifico, la pre-segnalazione delle postazioni viene regolata dal decreto del Ministro dei Trasporti del 15 agosto 2007, integrato nel 12 giugno del 2017. Qui si legge che, per poter essere dichiarato regolamentare, un autovelox deve essere posizionato a una distanza adeguata dalla relativa segnalazione, e dunque dal cartello che preannuncia agli automobilisti la possibilità del controllo della velocità. A definire quali sono i criteri per il posizionamento dell’autovelox è più nello specifico il Regolamento per la collocazione dei segnali stradali, il quale però a sua volta non fissa delle distanze fisse. Si parla piuttosto di indicazioni di massima, con la postazione che, su autostrade e strade extraurbane principali, dovrebbe essere a 250 metri dal segnale. La distanza indicata si riduce poi a 150 metri su strade extraurbane secondarie e su strade urbane di scorrimento, e a 80 metri su tutte le altre strade. Sta però agli agenti, in base all’andamento della strada, individuare la distanza effettiva.

Se non esiste una distanza minima tra il segnale e la postazione di controllo, esiste invece una distanza massima, che corrisponde a 4 chilometri. Un autovelox posto oltre tale distanza dal cartello di preavviso è quindi da considerarsi irregolare. Va sottolineato che ad annullare l’effetto della pre-segnalazione intervengono le intersezioni stradali, ma non quelle relative a strade private, aree di parcheggio, diramazioni e immissioni sul lato sinistro della strada. Non risulta dunque facile affidarsi alla presenza di intersezioni per capire quando viene meno la segnalazione della postazione di controllo.

Sempre per quanto riguarda il ricorso per l’autovelox, si pensa spesso che questo sia possibile anche quando la postazione di controllo è posizionata a meno di un chilometro dal segnale che fissa il limite di velocità. In realtà questa clausola è da ritenersi valida solamente sulle strade extraurbane, ed esclusivamente nel caso in cui il limite sia inferiore rispetto a quello generale predefinito per quel tipo di strada.

La pre-segnalazione della postazione di controllo mobile e dello scout speed

Quando visto sopra vale per tutte le persone che considerano l’idea di fare ricorso per la sanzione per eccesso di velocità conseguente al controllo di una postazione fissa. Cosa cambia nel caso dei telelaser e degli autovelox mobili? In linea generale, le regole restano le medesime. Va però sottolineato che i segnali fissi per indicare delle postazioni di controllo della velocità possono essere sufficienti per anticipare delle postazioni mobili solo se queste vengono utilizzate sistematicamente, e quindi di frequente. Nel momento in cui degli autovelox mobili vengono utilizzati occasionalmente su un tratto di strada, i segnali permanenti di preavviso di controlli di velocità non saranno sufficienti. Se presenti, dovranno quindi essere affiancati da degli appositi segnali temporanei.

Vista la natura degli scout speed, ovvero degli autovelox che possono essere installati direttamente sulle automobili delle Forze dell’ordine, non esiste attualmente alcun obbligo di segnalazione lungo la strada. Questo regola risulta però oggetto di accese dispute, con diversi tribunali che nell’ultimo decennio si sono espressi in modo contrario.

Vietate le postazioni di controllo nascoste

Il ricorso per autovelox può essere fatto anche nel caso in cui la sanzione sia il risultato di un controllo effettuato da una postazione non visibile. Norme alla mano, infatti, non è sufficiente che le postazioni di controllo siano segnalate con debito anticipo: è necessario anche che queste risultino ben visibili agli automobilisti. In che modo può essere garantita la visibilità? Ci sono diversi modi per assicurarla, a partire dalla presenza di personale in uniforme e a quella dell’automobile di servizio con lampeggiante blu, per arrivare a dei cartelli specifici. L’obbligo di visibilità, nel caso delle postazioni autovelox fisse, in assenza di agenti, può essere soddisfatto semplicemente con il posizionamento di un cartello con il simbolo della relativa Forza dell’ordine. In questo caso, come si può capire, l’effettiva visibilità della postazione può essere anche messa in dubbio. Nel caso delle postazioni mobili, secondo la Direttiva Minniti del 21 luglio 2017, ci sarebbe l’obbligo della presenza di personale in uniforme, e dove possibile del veicoli di servizio. Non di rado, però, sono state accettate come valide multe effettuate senza questo livello di visibilità. Più volte infatti la Cassazione ha spiegato che la corretta pre-segnalazione del controllo elettronico di velocità può di per sé rendere inutili le doglianze relative alla scarsa visibilità della postazione.

Quando è possibile fare ricorso per l’autovelox

Abbiamo dunque visto che il criterio della visibilità delle postazioni di controllo, seppur esistente, viene non di rado trascurato in sede di ricorso. Le probabilità di vincere un ricorso per l’autovelox aumentano invece quando la postazione di controllo è posizionata oltre i 4 chilometri dal cartello di pre-segnalazione, laddove invece, come sottolineato, non esiste una distanza minima esatta. L’onere di fornire le prove, ovviamente, spetta al ricorrente, il quale deve riuscire a dimostrare di volta in volta gli errori relativi alla segnalazione, nonché l’eventuale scarsa visibilità della postazione.

Come si può intuire, insomma, il ricorso per l’autovelox talvolta è effettivamente possibile, ma il successo è tutt’altro che scontato. La soluzione? Porgere la massima attenzione ai cartelli stradali, e farsi aiutare dai segnalatori COYOTE, pensati appositamente per evitare le multe di velocità e per guidare in sicurezza! I dispositivi COYOTE segnalano infatti autovelox mobili, autovelox fissi, zone a rischio e limiti di velocità, nonché incidenti, rallentamenti, condizioni meteorologiche avverse e via dicendo.

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