Segnalazione degli autovelox: che cosa dice la legge?

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segnalazione autovelox

A nessuno piace prendere delle multe per eccesso di velocità, e per questo motivo sono sempre di più gli automobilisti che scelgono di dotarsi dei dispositivi COYOTE, oppure eventualmente dell’app per smartphone. In questo modo è possibile avere delle allerte in tempo reale sulla presenza di autovelox fissi e mobili, sulla posizione dei tutor nonché sulle aree a rischio. Uno strumento di questo tipo diventa molto utile perchè per un automobilista, senza nessuno strumento apposito, diventa molto difficile individuare gli autovelox. Soprattutto in Italia, il paese con il maggior numero di stazioni per il rilevamento della velocità in Europa. Ma come dovrebbe essere la segnalazione degli autovelox a norma di legge? E quando la disposizione errata o il mancato posizionamento degli appositi cartelli può rendere nulla una sanzione per eccesso di velocità? Vediamolo!

Gli autovelox devono essere visibili

Un assunto fondamentale della legge che regola l’uso degli autovelox sottolinea che questi devono essere sempre pienamente visibili. E questa visibilità si deve concretizzare in due modi, diversi e compresenti. Prima di tutto, gli autovelox devono essere opportunamente segnalati: sulla tipologia dei cartelli e sulla loro distanza dal rilevatore di velocità torneremo tra poco. In secondo luogo, gli autovelox devono essere visibili essi stessi. L’art. 142, comma 6 bis, del Codice della Strada riporta infatti queste parole: «le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi». L’interpretazione approfondita di questo articolo arriva da una sentenza della Corte di Cassazione, la quale ci dice che l’articolo 142 «va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione ed il requisito della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione».

Insomma, oltre alla presenza dei cartelli, gli autovelox devono essere perfettamente visibili, senza risultare nascosti da siepi o artifici. Nel momento in quei questi apparecchi risultano non visibili, la relativa multa è nulla. Vediamo ora più nel dettaglio come deve essere la segnalazione degli autovelox affinché una sanzione per eccesso di velocità possa essere considerata valida.

La segnalazione degli autovelox è obbligatoria

Abbiamo già visto cosa dice l’articolo 142 del Codice della Strada, il quale spiega che gli apparecchi autovelox devono essere segnalati con degli appositi cartelli. Quindi sì, la segnalazione degli autovelox è obbligatoria sempre, sia nel caso degli apparecchi fissi che nel caso degli apparecchi mobili. Più nello specifico, i cartelli di preavviso devono indicare se l’apparecchio segnalato è fisso oppure mobile. Lo stesso cartello, peraltro, può essere fisso, e quindi installato in modo permanenteoppure temporaneo, per essere tolto nel momento in cui sarà tolto anche l’autovelox mobile. Per essere valido, il cartello deve essere a sua volta pienamente visibile, senza essere coperto da siepi, e deve riportare la scritta “controllo elettronico della velocità”.

Qual è la distanza tra cartello di segnalazione e autovelox?

Quindi i cartelli di preavviso e di segnalazione degli autovelox devono essere sempre presenti, pena l’annullamento della multa. Il cui verbale, va detto, deve riportare la presenza dei suddetti segnali. Ma a quale distanza devono essere posti i cartelli? Quanti metri prima degli apparecchi autovelox devono essere installati? Ebbene, il Codice della Strada non riporta nessun numero a cui fare riferimento. Ma questo non significa che le Forze dell’Ordine possano decidere del tutto liberamente la distanza tra autovelox e relativo cartello di segnalazione. La normativa infatti ci dice che la distanza deve essere tale da permettere «il tempestivo avvistamento della postazione, anche tenendo conto della velocità locale predominante». Ecco allora che la distanza minima tra cartello e autovelox dovrebbe essere decisa tenendo in considerazione anche la velocità media che gli automobilisti tengono su quel determinato tratto di strada. La distanza potrà quindi essere minore sulle strade urbane, e dovrà invece essere maggiore sulle strade extraurbane. L’obiettivo è semplice: permettere all’automobilita che vede il cartello di rallentare prima di raggiungere l’autovelox, senza però che questa manovra debba essere fatta bruscamente, per non creare delle situazioni pericolose. In linea di massima si può quindi ipotizzare che nelle autostrade e nelle strade extraurbane a scorrimento veloce, dove si viaggia a velocità sostenute, la distanza minima sarà di circa 250 metri. Nel caso di strade urbane, dove si viaggia al di sotto dei 50 chilometri orari, dovrebbero invece essere sufficienti circa 80 metri.

E per quanto riguarda la distanza massima tra cartello e autovelox? Anche questa va tenuta in considerazione: non avrebbe infatti senso segnalare un apparecchio posto magari a 20 chilometri di distanza. Ecco allora che un cartello di preavviso non può essere posto oltre i 4 chilometri dall’autovelox.

I cartelli per la segnalazione degli autovelox dopo le intersezioni

Vista la distanza tra autovelox e cartello, vale la pena approfondire un altro aspetto, ovvero la segnalazione degli autovelox in caso di intersezioni. Pensiamo al tipico caso di una tangenziale. L’automobilista A sta percorrendo la tangenziale, e vede un cartello di segnalazione di un autovelox fisso: da quel momento in poi, sarà particolarmente attento a non superare il limite. Pensiamo ora all’automobilista B, che entra in tangenziale 100 metri dopo, usando l’apposita corsia di accelerazione. Come può sapere che in quel tratto ci sono degli autovelox? Ecco che allora la normativa afferma che il preavviso deve essere ripetuto dopo ogni intersezione.

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