Sicurezza alla guida: il parco italiano è sempre più vecchio

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Scendi in strada e guardati attorno. Guarda le automobili che passano lungo la strada, e guarda anche quelle parcheggiate ai lati. Quante macchine nuove vedi? E quante sono, invece, le automobili vecchie? Probabilmente tante, o comunque più di quelle nuove. Certo, ognuno tende a spostare più in su l’asticella oltre la quale è possibile definire ‘vecchia’ un’automobile. Ma non ci sono dubbi: in Italia le automobili sono vecchie. Stando ai dati Aci, infatti, l’età media della macchine italiane si aggira intorno agli 11 anni. Non è affatto poco, non credi?

Automobili vecchie in Italia: i numeri

I numeri ai quali facciamo riferimento sono relativi a una ricerca del Centro studi e statistiche dell’Unrae, il quale ha analizzato i dati relativi al parco nazionale delle autovettore circolanti a fine 2017. Ebbene, come hanno spiegato i ricercatori, «secondo le nostre ultime stime a fine 2017 nel nostro paese circolavano 37.160.000 autovetture, di cui 1,5 milioni di auto Euro 0 e quasi 7,6 milioni rispondenti alle Direttive ante Euro 3 immatricolate prima del 2001, quindi più di 17 anni fa. A questo ritmo ci metteremo 14 anni per sostituirle tutte». Guardando alle rottamazioni e ai pensionamenti degli autoveicoli, nel 2017 sono state ‘radiate’ circa 1.380.903 unità, numero comunque in incremento di 28.000 automobili rispetto al 2016.

Perché il parco autovetture in Italia è così datato

Indubbiamente il primo fattore che spinge gli italiani a tenere così a lungo delle automobili vecchie è di ordine economico. A dimostrazione di questo fatto vi è un risultato singolare della ricerca dell’Unrae: la maggior parte delle radiazioni di auto è relativa a veicoli dall’Euro 3 in poi, mentre ‘resistono’ le automobili più vecchie. Questo significa, quindi, che chi ha le automobili più vecchie tende a tenerle, non avendo i fondi necessari per acquistare una macchina più affidabile e, nel lungo termine, meno dispendiosa.

Non solo automobili vecchie: invecchiano anche gli pneumatici

Sul tema dell’invecchiamento progressivo del parco automobili in Italia sono tornati di recente anche quelli di Assogomma. Sì, perché a invecchiare non solo solamente le automobili, ma anche i tanti elementi del veicolo soggetti a usura, i quali dovrebbero essere sottoposti a sostituzione regolare nel tempo. Anche in questo caso, va detto, il primo fattore non sarebbe la distrazione o la dimenticanza dei guidatori italiani. Si tratterebbe nella maggior parte dei casi di una mancanza di soldi. Come ha spiegato Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, in occasione del lancio dei risultati della campagna Vacanze Sicure 2019 a Roma, «il parco circolante invecchia così come i pneumatici montati e scarsamente manotenuti». Trattandosi di un problema di tipo economico, si chiede «un intervento anche legislativo tale per cui ci sia un incentivo alla manutenzione dei veicoli e quindi alla sostituzione e al controllo pneumatici anche con il ripristino della pressione di gonfiaggio fondamentale per la sicurezza e la prestazione delle vetture». La richiesta di Assogomma è piuttosto semplice: «se si può mettere in deduzione la spesa di un divano, perché non mettere in deduzione la spesa per la manutenzione del proprio veicolo che e’ un bene fondamentale per il trasporto?».

Con l’occasione anche noi di COYOTE ti ricordiamo di controllare sempre pneumatici, freni, olio e liquido refrigeratore prima di metterti in viaggio con la tua automobile (soprattutto se comincia a essere vecchia!).

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