Strisce pedonali 3D: dall’Islanda l’evoluzione delle tradizionali strisce pedonali

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Strisce pedonali 3D

Talvolta i pedoni si trovano a dover aspettare parecchio prima che gli automobilisti di passaggio rispettino il segnale delle strisce pedonali e si fermino, permettendo così l‘attraversamento sicuro della strada. Eppure il Codice della Strada non lascerebbe spazio a dubbi, spiegando in modo chiaro che il veicolo a motore che si avvicina alle strisce pedonali è obbligato a “dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali”. Questo significa che di fronte a un attraversamento pedonale non regolato né da semaforo né da vigile, i veicoli devono sempre fermarsi in caso di pendone in attesa ai lati. E per rimarcare questo obbligo è prevista una sanzione per chi non rispetta gli attraversamenti pedonali: chi non si ferma alle strisce quando necessario va incontro a una multa dai 163 ai 652 euro. Per far sì che tutti gli automobilisti rispettino le strisce pedonali c’è chi ha pensato a delle particolari strisce pedonali 3D. Di cosa si tratta?

Strisce pedonali 3D in Islanda e in Italia

Come “potenziare” le normali strisce pedonali? Semplice: questi segnali orizzontali possono essere disegnati con l’obiettivo esplicito di creare un’illusione ottica, per fare in modo che le semplici strisce si trasformino in elementi tridimensionali. Di fronte a un segnale di questo tipo l’automobilista è portato istintivamente a rallentare, come se di fronte alla sua vettura ci fosse un vero e proprio ostacolo. A diventare immediatamente famose sono state le strisce pedonali 3D di Ísafjördur, una città islandese, le cui fotografie hanno fatto velocemente il giro del web, diventando virali. Ma le strisce pedonali 3D sono ben più di una “decorazione”: a quanto pare possono effettivamente aumentare l’attenzione degli automobilisti.

Proprio per questo motivo anche altre città hanno deciso di sperimentare a loro volta le strisce pedonali tridimensionali. Un esperimento di questo tipo è stato fatto a partire dal 2018 a Trieste, a Molinella (in provincia di Bologna), a Vimercate (in provincia di Monza) e ad Alassio (in provincia di Savona).

Strisce pedonali tridimensionali e critiche

L’introduzione delle strisce pedonali in alcune città italiana ha portato ovviamente alla formulazione di opinioni molto diverse. Quel che è certo è che il costo per la trasformazione delle normali strisce pedonali in strisce 3D è molto basso. È però certo anche che l’efficacia di questa soluzione può essere molto alta nel breve termine, per poi ridursi nel tempo, nel momento in cui gli automobilisti si saranno abituati a questa segnalazione anomala.

Ci sono state anche delle critiche negative. In molti hanno per esempio fatto notare che il Codice della Strada non prevede l’utilizzo di strisce pedonali in 3 dimensioni. Qualcun altro ha poi espresso dei dubbi sull’effettiva sicurezza di queste segnalazioni. Lo stesso Ministero dei Trasporti, in una nota del 5 dicembre 2019, ha spiegato che le strisce pedonali 3D potrebbero “generare incertezza nella utenza veicolare in quanto si troverebbe a dover interpretare un messaggio segnaletico di cui non è a conoscenza ed inoltre la specifica tipologia proposta si ritiene possa provocare una distorta percezione della realtà, con conseguenti reazioni non prevedibili quali ad esempio brusche frenate e/o sterzate”. Quale sarà il futuro delle strisce pedonali tridimensionali?

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