Tasse sull’auto : un conto da oltre 71 miliardi di euro nel 2014

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L’automotive ha versato 71,6 miliardi di euro allo Stato nel 2014, un’imposizione fiscale in crescita dell’1,7%rispetto all’anno precedente

Le tasse sull’auto rappresentano una fetta consistente delle entrate tributarie nazionali. Nel 2014 hanno portato nelle casse pubbliche 71,6 miliardi di euro, con un incremento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. È la stima dell’Anfia (associazione nazionale filiera industria automobilistica). L’incidenza del gettito proveniente dal settore automotive rispetto alle entrate fiscali complessive è inoltre salita al 16,8%, rispetto al 16,5% del 2013.

Accise. Pur essendo diminuiti nel 2014 i prezzi medi dei carburanti alla pompa, anche in virtù del calo del petrolio sui mercati internazionali, l’incidenza di accise e Iva sul prezzo finale è aumentata: per la benzina è passata dal 59,2 al 60,7%, per il gasolio dal 54,8 al 56,5%, per il Gpl dal 35,8 al 37,2%, per il metano dal 18 al 18,5%. E non dimentichiamo che, per la clausola di salvaguardia della legge di Stabilità 2015, accise e Iva potrebbero crescere ancora dal gennaio 2016, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione della spesa pubblica.

Il commento. “Facendo un confronto con il 2009, anno in cui il gettito fiscale complessivo proveniente dal settore automotive ha toccato il punto di minima dall’inizio della crisi (66,32 miliardi di Euro, pari al 16% delle entrate tributarie nazionali), complice la crisi del mercato auto, è significativo rilevare che la tassazione derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo ha continuato a crescere, portandosi da 51,18 miliardi di euro a 58,67 nel 2014 (+14,6%) – commenta Roberto Vavassori, presidente di Anfia -. Nello stesso periodo, anche il gettito derivante dal possesso dell’autoveicolo (bollo auto) è cresciuto del 7,7%, passando da 5,67 miliardi a 6,10 miliardi. Questo a fronte di introiti derivanti dall’acquisto degli autoveicoli (Iva e Ipt) scesi da 9,48 miliardi a 6,83 miliardi nel 2014 (-27,9%), con un mercato auto in flessione del 37% tra 2009 e 2014. L’anno scorso la percentuale del gettito fiscale derivante dal comparto sul Pil è stata pari al 4,5%, mantenendo il primato tra i maggiori Paesi europei, visto che la media si aggira attorno al 3,4%. Alla perdita di capacità di spesa da parte degli italiani si è reagito, in questi anni, con l’inasprimento delle imposizioni fiscali sull’auto- – prosegue il presidente di Anfia -. Dal 2014 si intravedono i primi segnali di ripresa del mercato e il gettito ha continuato a crescere. Se questo trend prosegue, gli introiti provenienti dal settore continueranno a lievitare in concomitanza con la ripartenza della domanda di auto. Occorrerebbe, invece, riequilibrare alcune voci di spesa, ad esempio le accise sui carburanti e, più in generale, la tassazione sull’utilizzo dei veicoli. In chiusura, non dimentichiamo che il Codice della strada stabilisce che almeno il 50% dei proventi delle multe incassate dagli enti locali venga utilizzato per migliorare la sicurezza, investendo il 25% nella manutenzione stradale, il 12,5% nella segnaletica e il 12,5% nei controlli sulle strade. Non esistendo, tuttavia, un sistema di verifica di questi investimenti, che gli enti locali dovrebbero mettere annualmente a bilancio, lo sforzo dei produttori per accrescere gli standard di sicurezza dei veicoli e ridurre l’incidentalità e la mortalità sulle strade viene spesso vanificato dalle condizioni delle infrastrutture stradali italiane, ancora al di sotto degli standard europei di sicurezza”.

 

CARICO FISCALE SULLA MOTORIZZAZIONE IN ITALIA (FISCAL TAXATION ON MOTOR VEHICLE SECTOR)

(MILIARDI DI EURO)

Tasse sull’auto

Tasse sull’auto

Tasse sull’auto

 

CARICO FISCALE SULLA MOTORIZZAZIONE IN ITALIA SECONDO IL CICLO DI VITA CONTRIBUTIVO (MILIARDI DI EURO)

Tasse sull’auto

ANFIA elaborations. Data/estimates source: ACI, AISCAT, ANIA, AUTOPROMOTEC, ISTAT, MEF, MiSE, MiT, UP and other Italian sector institutions
Elaborazione ANFIA su dati e stime ACI, AISCAT, ANIA, AUTOPROMOTEC, ISTAT, MEF, MiSE, MiT, UP e altri organismi di settore

 

Vincenzo Bonanno

 

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