Tesla, autopilota sotto accusa per gli incidenti negli USA

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autopilota Tesla

«Il sistema non è in grado di governare il veicolo in totale autonomia». Tesla lo ha dovuto precisare più volte in questi mesi, per spiegare al pubblico che, nonostante il nome scelto – Full Self Driving (FSD) – l’autopilota in dotazione con i suoi veicoli non è autonomo. O meglio, non lo è completamente. E queste precisazioni non arrivano a caso, visti i tanti incidenti che, a quanto pare, sarebbero stati provocati proprio da quei tanto criticati sistemi di guida autonoma, croce e delizia di Tesla. E se il pubblico non è ancora convinto della bontà dell’autopilota per come è sviluppato attualmente, nemmeno il patron di Tesla, Elon Musk, sembra particolarmente soddisfatto: con un tweet lo aveva infatti bollato come “non eccezionale”. Ma vediamo più da vicino cosa è successo nei mesi scorsi negli Stati Uniti, e perché l’autopilota Tesla è da più parti sotto accusa.

L’ultimo di una lunga fila di incidenti

È stata ripresa in tutto il mondo la notizia dell’ennesimo incidente apparentemente causato dall’autopilota Tesla. Il sinistro ha avuto luogo sabato 28 agosto in Florida, dove una Model 3 ha speronato e colpito una pattuglia della polizia parcheggiata a bordo strada. Va peraltro detto che questo non è il primo scontro tra l’autopilota Tesla e una pattuglia: qualcosa di molto simile era infatti successo anche a marzo, sempre negli Stati Uniti. In questo caso come in quello precedente, non ci sono state vittime. Il nuovo incidente è però un’altra conferma dell’inaffidabilità dell’autopilota, il quale sarebbe alle prese con una specie di bug non ancora risolto dagli sviluppatori. Il fatto che negli ultimi anni ci siano stati svariati incidenti tra automobili Tesla e veicoli delle forze dell’ordine e d’emergenza ha però portato tanti a ipotizzare una connessione tra la presenza di lampeggianti e gli errori dell’autopilota. Le luci intermittenti mandano in confusione il sistema Full Self Driving?

30 indagini su incidenti con autopilota Tesla

Negli Stati Uniti, a giugno 2021, ammontavano a 30 le indagini aperte dalla National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) in relazione ad altrettanti incidenti correlati all’uso – confermato o meno – di pilota automatico Tesla. E se nei casi che abbiamo citato precedentemente non ci sono state vittime, in altri sinistri la situazione è stata tragicamente diversa. Dal 2016 le vittime in incidenti in cui c’è il sospetto di coinvolgimento dell’autopilota sono state infatti 10. Non stupisce quindi il desiderio della Nhtsa di risolvere la questione, anche se va detto che in almeno 3 dei 30 casi è stata esclusa la responsabilità del sistema di guida autonoma.

Non risulta facile capire quando un incidente di questo tipo possa essere imputato al conducente e quando invece possa essere imputato al computer di bordo. A partire da questo presupposto non stupisce il fatto che Tesla abbia avvisato, la scorsa primavera, di avere predisposto una telecamera interna volta a controllare i conducenti. Come spiegato dall’azienda, «la telecamera nell’abitacolo montata sopra lo specchietto retrovisore interno adesso può rilevare se il conducente è disattento durante l’uso dell’Autopilot e avvertirlo». Questo a sottolineare, ancora una volta, che il sistema di guida autonoma non può e non deve essere lasciato “da solo” alla guida. Perlomeno, non per ora. 

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