Cosa succede agli italiani che guidano un veicolo con targa straniera?

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A partire dal 1° di gennaio, gli italiani non possono più guidare dei veicoli con targa straniera. I nostri conterranei che, per le strade del Bel paese, vengono beccati alla guida di automobili immatricolate in Polonia, in Germania, in Ungheria o in Romania o in altri Paesi vanno incontro a multe salate. E non solo: è anche previsto il blocco del veicolo, perlomeno fino alla sua ‘italianizzazione’. Non sono pochi gli italiani che si sono già visti conferire una sanzione per questo motivo. Ma perché è stata introdotta questa nuova norma? Esistono forse delle deroghe?

I furbetti che guidano l’auto con targa straniera

Il divieto di guidare dei veicoli con targa straniera, di fatto, è stato introdotto per contrastare tutti quei furbetti che, con questo trucchetto, hanno raggirato per anni lo Stato italiano. Non conosci i vantaggi che una targa straniera può assicurare? Ebbene, prima di tutto chi guida un’automobile con targa straniera sarà più difficilmente raggiungibile dalle multe, le quali dunque, nella maggior parte dei casi, non devono essere pagate. Avere un’auto immatricolata all’estero – tipicamente all’est – permette inoltre di pagare un bollo e soprattutto un’assicurazione dai prezzi estremamente contenuti. E non si parla di briciole, sottolineando il fatto che nel nostro Paese ci sono le polizze Rc auto più alte a livello europeo. Non è tutto qui: essendo immatricolate all’estero, le automobili di questi furbetti sono invisibili al fisco, così da assicurare ulteriori ‘sconti’.

Ci si può quindi meravigliare del fatto che il governo abbia cercato di mettere un freno a questo fenomeno, introducendo il divieto di guidare dei veicoli con targa straniera?

Il divieto di guidare auto con targhe estere, nel dettaglio

Il divieto introdotto dal Decreto Sicurezza a partire dal 1° gennaio 2019 è piuttosto chiaro: «è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero». Con questa nuova norma è andata quindi inasprendosi quanto prescritto dall‘articolo 132 del Codice della Strada, il quale vietava e vieta la permanenza sul suolo italiano di veicoli con targa estera per oltre un anno. Ma si sa, questa regola non è mai stata di facile applicazione, risultando difficoltoso provare che un dato veicolo non era mai uscito dai confini italiani in 12 mesi. Ecco quindi che ora, qualsiasi cittadino italiano (da oltre 60 giorni) può essere multato nel momento stesso in cui viene fermato alla guida di un veicolo con targa straniera. Nello specifico si parla di una multa di 400 euro, alla quale si aggiunge il sequestro amministrativo del veicolo. Tale blocco, tra l’altro, può avere una durata considerevole, essendo predisposto per inviare la targa estera alla Motorizzazione e consentire così l’immatricolazione italiana del veicolo, con i tempi e i costi previsti.

Le deroghe

Non si può però trascurare il fatto che esistono delle deroghe alla nuova norma che vieta agli italiani di mettersi alla guida di auto con targa straniera. E altre deroghe dovranno probabilmente essere introdotte nel tempo. Si pensi, per esempio, ai cittadini della Repubblica di San Marino, o alle persone che abitano lungo la frontiera e che si spostano quotidianamente per lavoro di qua e di là del confine. C’è però una deroga che rischia di vanificare l’intera norma. Parliamo dell’articolo 93, che permette la guida di «veicoli concessi a noleggio a lungo termine o in leasing da operatori che hanno sede in altri Stati della Ue o del See». É forse un caso se c’è un picco di italiani alla ricerca di contratti di leasing con agenzie dell’Est?

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