Velocità, cellulare, stress: i pericoli alla guida

0
444
pericoli alla guida

Quali sono i pericoli alla guida che gli automobilisti del 2021 stanno affrontando? Certo, lo scenario in cui ci muoviamo in auto è rimasto sempre lo stesso. L’emergenza sanitaria, però, ha introdotto alcuni nuovi fattori, andando ad acuire e a rendere più evidenti alcuni comportamenti presenti già in precedenza. Questi elementi non possono e non devono essere sottovalutati, rappresentando la sicurezza stradale un problema sociale ed economico molto grave, anche nel nostro Paese. Va infatti ricordato che nel 2019, prima della pandemia, in Italia c’erano stati oltre 172.000 incidenti stradali con lesioni, con 3.173 vittime. Questi numeri, in sostanziale linea con quelli del 2018 (pur con una significativa riduzione sul fronte dei morti, diminuiti del 4,8%) spiegano in modo molto efficace quanto sia necessario concentrarsi sul miglioramento dell’educazione stradale.

Come vedremo tra poco, i dati relativi agli incidenti stradali del 2020 sono decisamente più positivi, ma illudersi sarebbe del tutto sbagliato. A dimostrarlo ci sono infatti i dati degli ultimi mesi, che dimostrano quando, con la ripresa della circolazione, si sia tornati alla normalità. E non solo: come anticipato, alcuni comportamenti errati già presenti sembrano essere peggiorati ulteriormente.

Incidenti stradali: i dati relativi al 2020

Con lo scoppio della crisi sanitaria, nel 2020 la mobilità ha avuto dei cambiamenti radicali. Durante il lockdown vero e proprio primaverile, infatti, la circolazione è stata ridotta al minimo, con pochissime automobili a impegnare strade urbane ed extraurbane. Questo ha portato un decremento da record, ma visto prima, quanto a incidenti stradali, infortuni e vittime. Si guardi per esempio a periodo tra gennaio e settembre 2020: l’Istat ci dice che il numero di incidenti stradali con lesioni a persone è diminuito del 29,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. In modo analogo sono diminuiti anche i feriti (del 32%) e le vittime (del 26,3%). Le differenze sono ancora più forti se si guarda alla sola prima metà del 2020, ovvero quella interessata al lockdown, dove si incontra il 40% di incidenti stradali in meno. L’anno scorso, con tutta la sua drammatica e si spera irripetibile drammaticità, avvicina il Paese al raggiungimento gli obiettivi europei 2010-2020 per la sicurezza stradale. Il target prefissato era un calo del 50% della mortalità stradale, il quale però resta tuttora un obiettivo lontanissimo in una situazione di circolazione normale, senza limitazioni o lockdown. E, come mostrano dei lavori recenti, c’è di più: l’emergenza sanitaria potrebbe aver influenzato negativamente il comportamento degli automobilisti, aumentando i pericoli alla guida. Vediamo come e perché.

Lo stress alla guida tra i pericoli maggiori

Da anni si parla di stress alla guida, da diverse prospettive. Si fa riferimento per esempio allo stress al volante che si trasforma in aggressività, e quindi in reazioni eccessive mentre si è alla guida. In questo caso nel campo della psicologia è stato coniato il termine “road rage”, a indicare per l’appunto gli scatti d’ira e le aggressioni verbali o fisiche verso altri utenti della strada. Ma sempre parlando di stress al volante si può guardare anche a un altro disturbo, ovvero all’ansia che molte persone provano nel momento in cui si mettono alla guida di un veicolo. Il termine corretto in questo caso è motofobia (oppure amaxofobia) e indica il disagio che colpisce chi si mette al volante di un qualsiasi veicolo. Questo disturbo colpisce sia i neopatentati che i guidatori esperti, ed è più comune tra le donne.

Guardando alla situazione attuale si dovrebbe però guardare più nello specifico a quanto lo stress di questo periodo molto stressante possa influenzare negativamente la guida. È infatti stato fatto notare che in questi mesi è in aumento la sinistrosità autonoma dei veicoli, ovvero il tasso di incidenti stradali che coinvolgono un solo veicolo. Molti di questi sinistri sarebbero infatti causati da distrazioni o, spesso, da malori conseguenti una pressione emotiva eccessiva, figlia per l’appunto dell’emergenza sanitaria. A situazioni di road rage, di motofobia e di distrazione sembra quindi essersi aggiunto un altro pericoloso tassello, rendendo da questo punto di vista le strade meno sicure.

Con l’emergenza sanitaria la velocità è aumentata

Come sappiamo, tra i pericoli maggiori alla guida c’è la velocità eccessiva: non a caso i segnalatori COYOTE mostrano costantemente all’automobilista quale è il limite di velocità per il tratto stradale che si sta percorrendo. Ebbene, sembra che in questi ultimi mesi la velocità di transito sia aumentata, così da incrementare anche le possibilità di causare degli incidenti stradali. Come abbiamo sottolineato sopra, durante il lockdown e nei mesi successivi il traffico veicolare è diminuito in modo concreto. Le poche auto presenti sulla rete stradale hanno potuto così muoversi più in fretta. Questo però sembra aver portato per l’appunto a un pericoloso aumento delle velocità di percorrenza, dato confermato per esempio dalle scatole nere AlfaEvolution Technology, utilizzate per le soluzioni assicurative del Gruppo Unipol. I dati resi pubblici – anonimi – ci dicono infatti che gli impatti negli ultimi mesi sono avvenuti mediamente a velocità più elevate. A rendere ancora più pericolosa questa tendenza è il fatto che molti, moltissimi automobilisti continuano ancora oggi a utilizzare lo smartphone alla guida, mettendo a rischio sé stessi e gli altri utenti della strada.

Non diminuisce l’uso di smartphone alla guida

Dati alla mano, sembra che nel 2020 l’utilizzo del cellulare alla guida non sia diminuito. A confermarlo è uno studio dell’azienda americana Zenddrive, la quale afferma che nei mesi di gennaio, marzo, ottobre e novembre dell’anno scorso l’uso del cellulare alla guida è persino aumentato. Basta del resto guardarsi intorno, per vedere tanti automobilisti con lo smartphone in mano o all’orecchio. E questo accade tutti i giorni, nonostante tutti sappiano benissimo che questo comportamento è altamente rischioso. Basti pensare, per esempio, che per leggere un nome nella rubrica di uno smartphone servono 3 secondi. In quei 3 secondi, viaggiando a 130 chilometri orari su un’autostrada, si percorrono esattamente 100 metri, 100 metri fatti senza guardare la strada. Non stupisce quindi il fatto che negli Stati Uniti circa il 57% degli incidenti stradali sia da ricondurre proprio all’uso del cellulare alla guida. E potrebbe essere proprio il maggiore stress emotivo conseguente all’emergenza sanitaria a spingere gli automobilisti a usare più frequentemente lo smartphone, creando un pericoloso circuito vizioso.  

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here